Il Disegno di Legge sull’Intelligenza Artificiale (c.d. DDL IA), approvato dal Senato lo scorso 20 marzo, definisce il quadro giuridico e le linee guida per l’uso dell’IA, con l’obiettivo di bilanciare innovazione e tutela dei diritti fondamentali. Il testo affronta, tra gli altri, temi giuridici complessi, inclusi i risvolti della nuova normativa in materia penale.
A tal riguardo, il nostro Founding Partner Andrea Puccio, intervistato nell’ambito dell’approfondimento pubblicato su Italian.Tech de La Repubblica, ha contribuito all’analisi approfondita del DDL IA, esaminandone le implicazioni penali.
Nel corso dell’intervista, Andrea ha fornito un puntuale inquadramento degli interventi disposti in ambito penale, spiegando che il disegno di legge è intervenuto su due direttrici principali: da un lato, il conferimento di una delega al Governo per l’introduzione di nuovi reati concernenti l’IA e riguardanti anche la disciplina ex D.lgs. n. 231/2001; dall’altro, l’introduzione nel Codice penale di specifiche circostanze aggravanti per i reati commessi mediante l’intelligenza artificiale.
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